Danzare in spiaggia e tuffarsi nel mare a Huelva

Descrivere l'esperienza vissuta al Congresso Europeo di biodanza a Huelva, Spagna (11- 14 ottobre 2018), organizzato dalla AEBE (Asociación de Escuelas de Biodanza SRT de España), non può che partire dai numeri. Quattro giorni di congresso per circa 1200 partecipanti da tutto il mondo, con circa 120 facilitatori che hanno permesso al pubblico di assistere a quasi 100 tra conferenze e vivencie. 
Assistere alla cerimonia di inaugurazione, nell'auditorium del resort Barcelò di Punta Prima, Costa de la Luz, è stato emozionante, ha dato la misura di quanti passi abbia compiuto la biodanza in questi anni, dal primo congresso europeo di biodanza a oggi, con una crescita di partecipazione che nel tempo è più che raddoppiata. 
 
Si respirava l'aria di festa delle grandi occasioni anche perché i quasi ottanta direttori di scuola di formazione di biodanza, riuniti nei giorni immediatamente prima del congresso, hanno messo nero su bianco le basi della nuova IBF, la International Biodanza Federation che unirà, in un accordo senza precedenti per la Biodanza, circa 20 associazioni di scuole europee e del mondo. 
"È un lungo processo, molto faticoso, che sta finalmente vedendo la sua realizzazione", mi ha raccontato il Direttore della Scuola di Biodanza Rolando Toro di Bologna, Sergio Cruz. "È un momento storico, per la Biodanza - ha annunciato al pubblico -che realizza il richiamo all'unità tanto agognata da Rolando Toro Araneda" (l’ideatore della Biodanza).
 
Dopo i discorsi ufficiali di rito all'entusiasta pubblico biodanzante non è restato che tuffarsi nel programma fittissimo di eventi e di incontri. 
Per me l'evento principale è stato potere incontrare le persone, dentro e fuori gli eventi organizzati. Nei ristoranti del resort, a colazione, nelle pause tra le conferenze e tra una sessione di biodanza e l'altra, con l’allegria dei tanti idiomi mescolati tra loro e degli abbracci. 
Il clima, poi, era favorito dal calore del sole e dal profumo del mare di cui si poteva godere in questa località della Spagna. È stato un vero regalo passeggiare lungo la meravigliosa spiaggia che si estendeva di fronte al resort e potersi tuffare nel mare che ancora conserva il calore dell’estate. 
Danzare in spiaggia è stata una delle esperienze più piacevoli a cui ho potuto partecipare. Non posso raccontare l'emozione della danza in questo articolo di cronaca ma posso dire che sentire il calore del sole e il vento durante la vivencia e poi entrare nel mare è stato rigenerante, magnifico. 
 
L'organizzazione ha creato le condizioni migliori per consentire ai partecipanti di vivere un'esperienza piacevole, con spettacoli di danze e musica dal vivo nelle giornate di giovedì e venerdì sera e una serata danzante il sabato, per la felicità dei più instancabili danzatori presenti.
Tantissimi i contributi teorici portati nelle quarantotto conferenze che hanno infittito le mattinate, tra i temi illustrati al pubblico molti risultati dell’applicazione di Biodanza nei settori specifici dell’educazione, nelle organizzazioni, in ambito sociale e nel campo della salute.
 
Per finire vorrei riportare anche le impressioni di altri partecipanti all’incontro.
 
Gabriele Masiero
Partecipare al congresso è stata una esperienza oceanica che mi ha riempito il cuore, mi ha fatto sentire l'appartenenza a una tribù umana con persone uniche e disponibili all'incontro e all'amore. L'essere in tante persone poi ha amplificato il sentire della condivisione e negli sguardi di ognuno ritrovavo l'anima del mondo e quel legame sottile d'amore e di affetto che ci unisce nel compito unico di umanizzare una umanità ormai sempre di più disumanizzata.
 
Lucia Novello
Partecipare agli incontri europei di biodanza (per me era il 4° questo dopo Alpbach 2002 in Austria- Lignano Sabbiadoro 2008 - Lisbona 2014) è veramente un'alchimia di persone, sguardi, culture, relazioni, musiche, movimento, emozioni...
La Huelva di Punta Umbria in Spagna è un luogo naturale, ordinario ma nello stesso momento pieno di energia, calore, bellezza e armonia. Vivenciare in spiaggia o in sala è stato un tutt’uno, incontrare ogni volta sempre e comunque sguardi e persone diverse mai viste prime e mai rincontrate dopo è stato un susseguirsi spontaneo, il vivere qui e ora sempre.
Per non parlare della lingua spagnola, della non traduzione e della comprensione: mai studiato il spagnolo, l'inglese un po’ di più ma non certo con una padronanza di comprensione. Eppure senza traduzione in italiano sono sopravvissuta; anzi del "favelar" straniero che mi ha accompagnato per una settimana quasi quasi ne ho nostalgia.
 
Serena Machetti
La gioia di rincontrare in uno sguardo senza confini chi ho già abbracciato, qualche settimana prima o qualche anno prima, si confonde. Il Congresso Europeo a Siviglia aveva un titolo azzeccatissimo: “Il Paradiso è adesso” dove non ci sono confini ne limiti, dove il presente è la sola realtà che nutre.
Dopo un incontro così denso di emozioni e sguardi e abbracci e emozioni danzanti miste a lacrime di gioiosa condivisione, il mondo con la sua frenesia appartiene a vissuti lontani, così che l'onda di positività pervade ogni cosa contagia chi ci circonda... senza volerlo.
 
Simona Malta
Facilitatrice e Didatta Biodanza SRT, per la redazione di BioITA
 
Foto: Laurent Dalençon per AEBE e Maria Gabriella Donnini (per la foto in spiaggia)
autore: 
Simona Malta
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