La Biodanza si può raccontare?

E’ il 24 Maggio e sono da poco passate le 17.30. Nicola ed io usciamo dalla sala della Associazione Anziani in Linea dove si è appena conclusa la Conferenza sulla Biodanza; si è conclusa molto bene a voler leggere i sorrisi e le empatiche strette di mani tra i presenti, sconosciuti sino a qualche minuto prima e che, sul finire, ci salutano con: 

“Quando ricomincia il corso? E se volessi farlo durante l’estate? Allora ci vediamo ad Ottobre?”

Guardo Nicola, Nicola guarda me e ci abbracciamo. Ci sono momenti in cui le parole non servono, anzi sono inutilmente superflue; la Biodanza ce lo insegna.
Un abbraccio di una manciata di secondi ma carico di reciproca gratitudine che sembra fermare il tempo. Un minuto di eternità si potrebbe dire ed il pensiero corre veloce a qualche mese prima.

Nicola ed io avevamo appena terminato la lezione di Biodanza del mercoledì, che si tiene in associazione sempre dalle 9 alle 11. A seguire, il rito del caffè. Ancora un ritaglio di tempo per stare insieme, per raccogliere le emozioni della lezione, le sensazioni condivise con i nostri allievi, le osservazioni sulle musiche utilizzate che, mescolate tra loro, ci hanno sempre donato l’ispirazione, l’intuizione per le danze e la musica da utilizzare nell’incontro del successivo mercoledì. Quella volta però, all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno arriva questa idea:

“E.. se facessimo una conferenza sulla Biodanza? Sulle origini, i suoi sviluppi, le applicazioni, le intuizioni del suo ideatore Rolando Toro, i benefici nel praticarla, e non importa l’età che hai; cioè se la Biodanza anziché danzarla, la raccontassimo in un incontro, proprio qui in Associazione, proprio con loro, i soci della Associazione, spiegando al contempo il valore che ha per noi fare Biodanza in questo luogo, nello spirito del volontariato che ci muove?”

Pazza idea! Quindi buona idea. Sì! La raccontiamo, la raccontiamo con le parole ma… devono essere parole che partono dal cuore e non dalla testa, parole colorate di emozioni e che sanno arrivare al cuore.

“Allora ci serve coinvolgere la nostra amica e collega Alessandra Mancini. Bene parliamone anche con Angela la nostra allieva per coinvolgere attraverso di lei la presidente dell’Associazione perché sarebbe bello che la conferenza si potesse svolgere proprio nel salone dell’Associazione dove già facciamo Biodanza. Ultima cosa ma non meno importante, coinvolgiamole di più: contagiamole con il nostro entusiasmo”.

Ed eccoci ancora oggi con addosso la bella sensazione, nuovamente confermata, che quando il desiderio esce dal cassetto, quando è condiviso con un amico, quando è mosso dal cuore, sa trovare la strada per realizzarsi.

Un grazie quindi a Nicola Mauri con cui ho condiviso questa 'visione' diventata poi realtà. Un grazie ad Alessandra Mancini per la sua disponibilità e le sue qualità espositive che hanno reso possibile la conferenza ed un grazie speciale alla Associazione Anziani in Linea per aver abbracciato e sostenuto questa 'pazza idea' di raccontare la biodanza e di quanto fa bene danzare la vita.

Gianni de Lucia e Nicola Mauri, amici di Anziani in Linea e facilitatori del corso di Biodanza presso l'Associazione F. Balestrieri Anziani in Linea Onlus di Brescia.

Nelle foto il Gruppo di facilitatori di Brescia, il gruppo di Biodanza della Associazione Anziani in Linea e alcuni momenti della Conferenza.

autore: 
Gianni de Lucia e Nicola Mauri
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