La conduzione dei gruppi di Biodanza e le Neuroscienze

Annalisa Risoli (*) ha tenuto un corso di aggiornamento professionale sulla Conduzione dei gruppi di Biodanza e le Neuroscienze per le socie e i soci di Biodanza Italia nel fine settimana 26-27 novembre ad Abano, con una partecipazione di più di cinquanta persone.
L’aggiornamento ha riguardato tre temi teorici che la dottoressa Risoli ha intrecciato con coerenti momenti esperienziali (vivenciali) e che hanno suscitato molto interesse e scambi tra i presenti.
Nella parte teorica la dottoressa Risoli ha presentato un excursus comparativo tra l’approccio cognitivista e l’embodied cognition (cognizione incarnata o incorporata) che negli ultimi vent’anni ha portato nuovi contributi di comprensione dei processi di interazione corpo-mente. Tali contributi scardinano alcune teorie tra cui quella di Jean Piaget sullo sviluppo mentale 'a fasi' dell'apprendimento bambino rivalutando al contempo l’intenzionalità motoria intuita da Maurice Merleay Ponty.
Riprendendo la metafora del neurofisiologo Antonio Damasio “noi costruiamo il mondo col nostro spazio” Annalisa Risoli ha illustrato il contributo della complessa Teoria Polivagale di Porges che collega l'evoluzione del sistema nervoso autonomo all'esperienza affettiva, l'espressione emozionale, la mimica del viso, la comunicazione vocale e l'effettivo comportamento sociale, fornendo così una spiegazione plausibile di parecchi gravi comportamenti e disordini sociali, emozionali e di comunicazione.
Ha inoltre analizzato quale movimento si sviluppa attraverso la pratica del sistema Biodanza da un punto di vista neurofisiologico e di come si attivano la memoria e l’apprendimento motorio, coinvolgendo tutto il sistema nervoso centrale.
Molti gli stimoli di riflessione sulla Biodanza come processo di sviluppo di abilità spaziali intese come capacità di percepire, agire e operare utilizzando coordinate spaziali. La classificazione dello spazio in tre ambiti funzionali costituiti da proprie rappresentazioni (lo spazio corporeo = spazio personale, quello di prensione = spazio peripersonale e quello lontano =spazio extrapersonale) è stato decodificato in espressioni corporee per consentire ai partecipanti di cogliere come Biodanza consenta di differenziare e sviluppare le abilità visuo-spaziali di coloro che la praticano.
Le reti neuronali che permettono di collegare le percezioni (visive, uditive e sensoriali) al movimento sono quelle individuate dalle ricerche di Rizzolati e Gallese: neuroni specchio e immaginazione attiva costituiscono le basi dell'apprendimento per imitazione implicita che è tipico della Biodanza.
“L'attivazione di reti neurali di rispecchiamento”, afferma Annalisa Risoli, “crea uno spazio noicentrico in base al quale noi modelliamo il nostro personale sistema mente-corpo interagendo col mondo, suscitando oltre all'azione anche emozioni e sensazioni”.
Ha approfondito la teoria dei Neuroni Specchio per l'impatto che gli stessi hanno nella conduzione dei gruppi di Biodanza e nella pratica stessa. Ha articolato con esempi pratici come possiamo facilitare l'attivazione di tali reti neurali.
A conclusione dell'intenso week end possiamo affermare che le recenti scoperte nell'ambito delle neuroscienze convalidano il sistema Biodanza come pratica di conoscenza motoria che aumenta il bagaglio personale di atti/gesti/azioni di comunicazione e di espressione emozionale.
Tante le domande e le riflessioni condivise dal gruppo dei/delle partecipanti nel pomeriggio domenicale di feedback. Molti i riscontri positivi per il valore e la qualità dell'aggiornamento formativo condotto da Annalisa e il comune desiderio di ritrovarsi nuovamente a 'studiare e praticare' insieme.

(*) Annalisa Risoli Medico Chirurgo, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione. Svolge attività clinica, di formazione e di ricerca in riabilitazione neurologica e neuropsicologica, indirizzata a soggetti in età evolutiva e adulti. Da molti anni si occupa in particolare delle difficoltà nelle abilità spaziali, cercando ponti fra i dati delle neuroscienze e gli interventi riabilitativi, soprattutto nell’ambito del movimento volontario e delle immagini mentali. E’ professore a contratto nell’Università degli Studi di Milano e in master universitari della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. E’ ideatrice del metodo riabilitativo SaM (Sense and Mind), coautrice del testo Il corpo al centro e La Riabilitazione Spaziale.

autore: 
Sandra Capri
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