Torino 2018, Educazione Biocentrica: perché "Symposium"?

Il Secondo Symposium di Educazione Biocentrica di Torino quest’anno è stato per noi (*) un grande caleidoscopio: pieno di tanti colori, forme, linguaggi, punti di vista diversi attraverso i quali è stata declinata la visione Biocentrica.
Conferenze, tavole rotonde, laboratori, danza, pittura, scrittura, musica, tutto per esplorare i tanti aspetti del tema.

Anche quest’anno le attività sono state proposte con una modalità non frenetica, in accordo con il rispetto della Vita: una conferenza per volta, una sessione di Biodanza senza sovrapposizioni e coincidenze e non più di tre tavole rotonde e laboratori in contemporanea, per permettere ai partecipanti di poter scegliere in base ai propri interessi personali.

Pause rilassanti, abbondanza di frutta e brocche di acqua aromatizzata…all’aria aperta. Ed è stata data molta attenzione agli sprechi e ai rifiuti: cibo sano, gustoso ma sobrio anche nelle quantità, e nessun utensile “usa e getta” per consumarlo. È stato mettere in pratica il paradigma di sposare alla proposta teorica la scelta quotidiana di rispettare la Vita in ogni modo possibile.

Abbiamo avuto il privilegio di ascoltare l’intervento di alcuni accademici, che ci hanno portato la loro visione scientifica ampliando la nostra visione dell’Educazione Biocentrica e ci hanno così stimolato a riconoscere l’importanza della ricerca e della riflessione accademica nel nostro ambito, arricchendoci di conoscenze e strumenti che fortificano la nostra missione.

Ivano Gamelli (docente di Pedagogia del corpo all’Università Milano-Bicocca), confermando che ogni conoscenza parte dal corpo, ha rivendicato il valore educativo dei vissuti corporei fino ad affermare la necessità di una formazione corporea all’educazione che dev’essere un’attitudine trasversale e “una formazione a una presenza, a una competenza, a esserci”.

Antonio Borgogni (pedagogista, in via di trasferimento dall’Università di Cassino a quella di Bergamo) ci ha offerto un excursus sulla definizione del corpo nella nostra società, dalla fine dell’800 ai giorni nostri. In sequenza: “abile” , “cosciente”, “portatore di significati”, “emozionale”, fino all’ultimo decennio, in cui si è profilato come “ecologico”, evidenziando l’importanza dell’autonomia, del gioco libero e dell’outdoor education.

Dario Sonetti (docente presso l’Università di Modena-Reggio Emilia), ha inquadrato in una visione evolutiva i concetti di piacere, benessere e felicità e sottolineato la necessità di ri-educarci alla conquista di quest’ultima attraverso il rispetto di tutto il pianeta, da cui tutti gli esseri viventi dipendono e da cui una esasperata visione antropocentrica ci ha allontanato. Questo per permettere la continuazione dell’esistenza della nostra specie come parte armonica del sistema e non come elemento prevaricatore.

Inoltre, ascoltare i partecipanti motivati da una stessa visione, da uno stesso obiettivo, è stata un’iniezione di speranza e di fiducia, ed è stato un profondo respiro ricevere il contributo di tante persone che hanno presentato lo stesso punto di vista da angolature particolari e perciò così ricche di carattere: dalla permacultura alla psicologia della felicità, dalla pratica di Biodanza nelle scuole all’economia della felicità.

Ha intuito bene Tiziana Coda Zabet, promotrice di questo incontro e presidentessa dell'Associazione La Vita al Centro, nel voler chiamare questo incontro, Symposium: incontro di stimoli, di idee, di pensieri, con lo scopo di continuare a ricercare, raccogliendo energia e potenza dalla ricerca degli altri per poi continuare ancora, da soli o insieme… Co-creare!

E lo stimolo a co-creare è stato accompagnato da continui richiami alla responsabilità delle scelte quotidiane, perché si possa davvero ribaltare la visione antropocentrica di cui ci siamo nutriti finora. Parlare di “buona economia” con Alberto Corbino non è stato il solito rinvio a responsabilità di economisti e politici, ma focalizzare l’attenzione su quanto è in nostro potere, le piccole scelte quotidiane per orientare le grandi scelte: oggi forse incide più il nostro acquisto consapevole degli impatti sulla vita che il nostro voto alle elezioni.

Un momento davvero magnifico è stato riconoscersi nella “Leggenda del Colibrì“, una poesia musicata, suonata e cantata da Ori (M.V. Jedlowsky): “La foresta è in fiamme ed io voglio fare la mia parte, con la mia goccia d’acqua”. È arrivato il messaggio che siamo tutti colibrì: possiamo, vogliamo fare la nostra parte.

Siamo felici di riconfermare questo appuntamento annuale che ci dà l’opportunità di chiarire e rafforzare il nostro cammino verso un’Educazione Biocentrica per il Pianeta, di conoscere quello che si sta facendo nel mondo nella direzione dell’Educazione Biocentrica, di sperimentare nei laboratori acquisendo ulteriori strumenti, avviare collaborazioni e dar vita a nuovi progetti, ricerche, sogni.

Perciò questo per noi è un arrivederci al prossimo anno, ognuno con la propria parte di cammino verso un modo di vivere sempre più biocentrico.

(*) Mili Pelli, facilitatrice Biodanza SRT, formatrice nelle estensioni “Biodanza e pittura”, “Educazione Biocentrica” e nell'applicazione “Biodanza con Bambini ed adolescenti” e Anna di Stefano, facilitatrice di Biodanza SRT e Consigliera dell’associazione Biodanza Italia.

autore: 
Mili Pelli e Anna di Stefano
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